La Legionella è uno dei rischi sanitari più sottovalutati nel settore dell'ospitalità. Eppure le strutture ricettive — alberghi, residence, agriturismi, ostelli — rappresentano uno degli ambienti più esposti alla proliferazione di questo batterio. La combinazione di grandi impianti idrici, elevato ricambio di ospiti e utilizzo discontinuo degli impianti crea le condizioni ideali per il suo sviluppo.
Capire il problema, conoscere i propri obblighi normativi e adottare un piano di prevenzione strutturato non è solo una questione di compliance: è una responsabilità verso gli ospiti e verso il personale della struttura.
Cos'è la Legionella e perché fa paura
Legionella pneumophila è un batterio naturalmente presente nell'ambiente acquatico, che diventa pericoloso quando si moltiplica negli impianti idrici artificiali e viene inalato dall'uomo sotto forma di aerosol — ovvero le microscopiche goccioline d'acqua prodotte da docce, rubinetti, torri di raffreddamento, vasche idromassaggio e impianti di climatizzazione.
Il contagio avviene per via respiratoria, mai per ingestione diretta d'acqua. Una volta inalato, il batterio può causare due forme cliniche distinte:
- Febbre di Pontiac: una forma simil-influenzale, generalmente benigna e autolimitante, che si risolve in pochi giorni.
- Malattia dei Legionari: una polmonite batterica severa con un tasso di mortalità che può superare il 10%, e che sale significativamente nelle persone anziane, immunodepresse o con patologie pregresse.
Proprio queste ultime categorie — anziani e soggetti fragili — costituiscono una quota rilevante della clientela alberghiera, il che rende la prevenzione in questo settore ancora più urgente.

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Perché gli alberghi sono ambienti ad alto rischio
Non tutti gli impianti idrici presentano lo stesso grado di rischio. Gli alberghi accumulano una serie di fattori che, combinati tra loro, favoriscono in modo particolare la proliferazione batterica:
- Grandi impianti con tratti di tubazione poco utilizzati: camere vuote per giorni o settimane con l'acqua ferma nelle tubazioni sono il contesto ideale per la crescita del batterio.
- Temperature critiche: la Legionella prolifera attivamente tra i 20°C e i 50°C. Un impianto di acqua calda sanitaria che non mantiene costantemente temperature di sicurezza (superiori ai 60°C nelle centrali di produzione) rappresenta un ambiente favorevole.
- Presenza di aerosol: docce, soffioni, vasche idromassaggio, spa, piscine coperte, fontane ornamentali — tutte fonti di diffusione aerea delle droplet contaminate.
- Sistemi di raffrescamento: le torri evaporative e i condensatori evaporativi degli impianti di climatizzazione sono storicamente tra i vettori più efficaci di diffusione in ambienti chiusi e semi-chiusi.
- Incrostazioni e biofilm: l'accumulo di sedimenti calcari e organici sulle pareti delle tubazioni costituisce un substrato nutritivo che protegge il batterio dai normali trattamenti di disinfezione.
Cosa dice la normativa: gli obblighi del gestore
In Italia la gestione del rischio Legionella nelle strutture ricettive è regolata principalmente dalle Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della Legionellosi, approvate con l'Accordo della Conferenza Permanente Stato-Regioni del 7 maggio 2015 e recepite dalle normative regionali. Il quadro viene integrato dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, con specifico riferimento alla tutela dei lavoratori dall'esposizione ad agenti biologici.
In sintesi, ogni struttura ricettiva è tenuta a:
- Redigere un documento di valutazione del rischio specifico per la Legionella, che analizzi tutti gli impianti a rischio della struttura e riporti le misure preventive adottate e quelle da adottare. Il documento deve essere elaborato da un tecnico specializzato.
- Implementare un piano di autocontrollo con misure preventive continue: manutenzione degli impianti, controllo delle temperature, pulizia e disinfezione periodica dei punti critici.
- Effettuare campionamenti periodici — con cadenza almeno annuale — dei punti critici dell'impianto idrico-sanitario, per verificare l'assenza o la concentrazione del batterio entro i limiti previsti.
- Tenere un registro di manutenzione ordinaria e straordinaria aggiornato e disponibile per i controlli delle autorità competenti.
Le strutture dotate di centro benessere, spa, piscine o vasche idromassaggio hanno obblighi aggiuntivi: devono predisporre piani di autocontrollo specifici e programmi di campionamento dedicati per ciascuna tipologia di impianto.
Il Piano ATS per Milano-Cortina 2026
In vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, l'ATS Città Metropolitana di Milano ha avviato un Piano Olimpico Locale per la prevenzione del rischio Legionella rivolto a tutte le strutture ricettive delle province di Milano e Lodi. Il piano si inserisce nel più ampio Progetto regionale degli interventi sanitari per i Giochi e prevede l'invio di un questionario a tutte le strutture interessate, con l'obiettivo di mappare il livello di preparazione e promuovere iniziative mirate di sensibilizzazione.
Per i gestori delle strutture interessate, questo è il momento di verificare la propria documentazione e colmare eventuali lacune prima che i controlli si intensifichino. Non si tratta solo di adempiere a un obbligo formale: un piano di prevenzione ben strutturato tutela gli ospiti, protegge la reputazione della struttura e riduce significativamente il rischio di eventi avversi.
Come strutturare un piano di prevenzione efficace
Un approccio corretto alla prevenzione della Legionella non si esaurisce nell'effettuare un'analisi dell'acqua una volta l'anno. Richiede un percorso strutturato che parte dalla valutazione del rischio e si traduce in un sistema di controllo continuativo.
Le fasi principali sono:
- Ispezione e mappatura degli impianti: identificazione di tutti i punti critici, dai serbatoi alle tubazioni terminali, dai punti di erogazione ai sistemi di ricircolo.
- Valutazione del rischio: analisi delle condizioni strutturali e operative che possono favorire la proliferazione batterica.
- Definizione delle misure preventive: regolazione delle temperature, pulizia e disinfezione periodica, eliminazione dei tratti di tubazione a fondo cieco, spurgo dei punti poco utilizzati.
- Campionamenti e analisi di laboratorio: verifica periodica della presenza e della concentrazione di Legionella nei punti critici, con interpretazione dei risultati in base ai limiti previsti dalle linee guida.
- Redazione e aggiornamento della documentazione: documento di valutazione del rischio, piano di autocontrollo, registro di manutenzione.
Il supporto di un laboratorio specializzato
La corretta esecuzione del piano di prevenzione richiede competenze tecniche specifiche, sia nella fase di valutazione che in quella analitica. LATA — Laboratorio Analisi e Tecnologie Ambientali affianca da oltre 40 anni le aziende e le strutture nella gestione di questi adempimenti.
Operativo a Milano dal 1980, accreditato ACCREDIA (n. 0455) in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e identificato dal Ministero della Salute per le analisi di ricerca dell'amianto (codice 588LOM34), LATA dispone di un laboratorio attrezzato e di tecnici specializzati nel campionamento e nell'analisi delle acque.
Per le strutture ricettive, LATA è in grado di fornire:
- La valutazione del rischio Legionella con redazione del documento specifico previsto dalla normativa vigente.
- L'esecuzione di campionamenti e analisi di laboratorio sui punti critici degli impianti idrici, secondo le metodiche delle linee guida nazionali.
- La definizione di un piano di autocontrollo adeguato alla tipologia e alle dimensioni della struttura.
- Il supporto documentale per soddisfare le richieste degli enti di controllo.
Con gli occhi delle autorità sanitarie già puntati sulle strutture ricettive in vista delle Olimpiadi 2026, non c'è momento migliore per mettere in ordine la propria gestione del rischio Legionella. Contatta LATA per una prima valutazione della tua struttura.
